Il 17 gennaio io e Maurizio Baiata
siamo stati invitati alla visione della prima di "Arrival" dagli esponenti del Cun, che ringraziamo. Il film è stato a dir poco una
rivelazione, un crescendo di emozioni e di suspance intrecciati a una
profonda e struggente melanconia di fondo. La maniera in cui noi vediamo
le nostre vite, che immaginiamo svolgersi su di una linea temporale
continua, ci viene rinfacciata, contorta, strappata e ridata in un
cerchio scomposto che è il linguaggio
dei visitatori Eptapodi. Ma a fare da collante e da raison d'etre delle
nostre vite (e del film) non sono le scoperte tecnologiche, le ricerche
intellettuali o i costrutti mentali, bensì le emozioni. Forti, dolorose,
struggenti, fisiche, quasi un colpo allo stomaco, tanto piu forte
perchè percepito in un tempo non lineare, in momenti che stillano
eterni, nell'estensione non finita di una consapevolezza che si estende
attraverso le nervature di un linguaggio profondo e comune a tutto
l'universo: quello dei sentimenti. Scopri allora che tutto si può
racchiudere in un cerchio simile al simbolo dello zen, dove la
circonferenza si frastaglia in onde di impressioni vissute, momenti,
respiri e intenzioni, e il centro non esiste. Non andatelo a vedere
questo film, andatelo ad ascoltare. Con il cuore.
Raccomando di leggere la bellissima recensione di Maurizio Baiata qui: https://mauriziobaiata.net/2017/01/17/3390/
